ante sera

tempus fugit

La nostra è l’era dell’obsolescenza, dove ogni cosa viene prodotta per durare poco, in modo da essere rimpiazzata da qualcos’altro. Qualcos’altro che, tra l’altro, si suppone dovremmo acquistare.

In ogni caso, tutto prima o poi trova la fine del suo corso, anche le cose che crediamo eterne, costruite secoli fa e arrivate fino a noi. I buddhisti la chiamano Impermanenza, ed insegna molte cose.

Allora ho pensato di condividere qui una lista di cose che io trovo belle, perché salde nella loro purezza, autentiche, non programmate, spontanee. Belle, insomma.

L’urgenza di condividerle nasce dal fatto che queste cose, questi luoghi, sono destinati a scomparire presto. Vittime del mercato, del marketing turistico, delle “riqualificazioni”, delle “valorizzazioni”, delle “promozioni”.

In vent’anni di vita in Toscana ho visto svanire in questa nebbia molti posti che un tempo erano belli: San Gimignano, Bagno Vignoni, alcuni musei di Firenze, piccole botteghe storiche, osterie, spiagge, bivacchi di montagna.

Insomma, vi sto invitando a viaggiare verso certi luoghi prima che questi vengano cancellati da forze inarrestabili: dal capitalismo turistico – che per “proteggere” un luogo pensa bene di rivenderlo come prodotto “esperienziale” a turisti distratti e avidi di selfie da condividere -, dal naturale e impietoso ricambio generazionale, oppure semplicemente dalle piante selvatiche che vi crescono sopra.

Un momento di consapevolezza del tempo che scorre, dell’impermanenza del mondo, che aiuta ad apprezzare le cose che si hanno ed il momento che si sta vivendo. In pratica aiuta ad essere felici.

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