Marco
Il giardiniere
Mi chiamo Marco Mocellin. Sono arrivato a Firenze poco più che ventenne per studiare storia dell’arte. Da allora continuo a tornare negli stessi luoghi: davanti a Donatello al Bargello, tra le pietre di San Lorenzo, nei giardini medicei, a Fiesole, a Pratolino, nell’ombra delle pievi romaniche della campagna o in quella dei boschi di lecci.
Mi piace pensare al mio lavoro come a quello di un giardiniere. Preparo il terreno, metto in relazione immagini, racconti e luoghi, poi concedo loro il tempo necessario per mostrare ciò che portano. La conoscenza cresce anche così, per frequentazione. Cambiano la luce, le letture, le stagioni della vita; cambia ciò che riusciamo a vedere.
Il lavoro dello sguardo
Sono guida turistica abilitata e collaboro come lecturer con istituti culturali e scuole internazionali a Firenze. Accompagno persone nei musei, nelle chiese, nei giardini, nelle città e nel paesaggio. Preparo lezioni e percorsi in cui l’arte incontra la letteratura, la filosofia, il mito e la vita dei luoghi.
La storia dell’arte è la mia lingua di partenza. Fonti, contesti, materiali, date e vicende umane permettono di avvicinarsi alle opere con precisione. Poi comincia il lavoro più lento: restare davanti a una figura, a un gesto o a uno spazio abbastanza a lungo perché ne emerga il carattere.
GeniusLooci
GeniusLooci raccoglie i cammini, i corsi, gli incontri pubblici, la scrittura e la ricerca. Sono forme diverse nate dalla stessa pratica: coltivare relazioni tra immagini, luoghi e persone.
Che cosa agisce ancora dentro un’immagine? Quale mondo prende forma in un corpo scolpito, in una cappella, in un giardino o nel profilo di una città? Perché alcune opere conservano, dopo secoli, la capacità di cambiare il nostro modo di guardare?
Il mio lavoro comincia preparando le condizioni perché queste domande possano aprirsi. Ogni luogo custodisce un modo diverso di abitare il mondo. Il giardiniere, in fondo, fa proprio questo: osserva, attende, accosta, lascia emergere.
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